Molti sono stati affascinati dalla colonna sonora dei Buena Vista Social Club. Dalla foto di Fidel Castro che abbraccia Maradona. Dai racconti di Gianni Minà. Cuba, non c’è dubbio, è diventata negli anni un ideale politico, quello del comunismo caraibico, così diverso e così lontano da Mosca. L’isola che non si era piegata al colonialismo americano. E che, con i suoi eroi buoni, come Ernesto Che Guevara e Camilo Cienfuegos, era riuscita a diventare punto di riferimento della sinistra occidentale. Un’icona a livello globale. Ma dietro i libri di storia e alle immagini dei telegiornali ci sono i racconti di chi a Cuba ha deciso di passare parte della propria vita. Di chi ha visto, piano piano, un sogno trasformarsi in un incubo. Un Paese sempre più povero e disperato, dove l’abbandono dell’Unione sovietica prima e la cattura di Maduro oggi sembrano aver innescato l’inesorabile conto alla rovescia di un regime che reprime i dissidenti e da cui sono fuggite milioni di persone. Il podcast di Luca Benecchi raccoglie il flusso di coscienza di chi, dentro la sinistra italiana, ha visto in Cuba prima un ideale, poi un luogo dove trovare casa. Attraversa decenni, storie familiari, politiche, di terrorismo, di lutti e di nuove nascite. In un continuo rimbalzo tra il personale e il politico che arriva ai giorni nostri. Come una partita a scacchi tra Freud e Fidel, dove chi parla si mette a nudo, senza nascondersi dietro gli slogan. “Milano l’Avana solo andata” è un podcast di Luca Benecchi prodotto da Il Sole 24 Ore Cura editoriale: Andrea Franceschi Registrazioni, supporto autorale e sound design: Daniele Vaschi Design director: Laura Cattaneo Illustrazioni : Giorgio De Marinis Comunicazione e marketing: Arianna Faina Producer: Monica De Benedictis Responsabile di produzione: Guido Scotti Coordinamento editoriale: Alessandra Scaglioni e Daniele Bellasio
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