Di Arianna Girella, sound design di Fabio Bruno. Non si tratta dell'ennesimo magazine sulla diaspora italiana, ma di uno sguardo nuovo e diretto sulla città, attraverso le storie, le voci e le esperienze di chi la abita. Il nome del programma, Volter, è un gioco di suoni e significati: evoca l'idea di voltarsi, di cambiare prospettiva, di osservare ciò che ci circonda da un altro punto di vista. E come il Cabaret Voltaire fu un luogo di incontro per le avanguardie del primo Novecento, Volter vuole essere uno spazio di scambio – non per le menti più brillanti dell'epoca, ma per le voci italiane che ogni giorno animano le strade di Zurigo.
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